Varici e insufficienza venosa superficiale - Terapia - Sclerosi Ecoguidata con Mousse

Varici e insufficienza venosa superficiale

    L’insieme di innumerevoli tubi, all’origine piccolissimi, poi sempre più grandi, che dalla periferia riportano il sangue al cuore costituisce il sistema venoso.
    Si suole distinguere un sistema venoso profondo e un sistema venoso superficiale (sistema safenico ed extra safenico), connessi tra loro da vene perforanti o comunicanti.
Le vene, specialmente  quelle piccole e superficiali, hanno una parete molto sottile e delicata, tappezzata al loro interno da cellule particolari (endotelio) e circondata da tessuto connettivo più o meno denso.
    All’interno delle vene sono presenti, più o meno ravvicinati dei lembi valvolari che prevengono il refluire all’indietro del sangue.
    Negli arti inferiori, il ritorno venoso è un vero e proprio miracolo della natura!
Pensiamo ad un tubo in cui il liquido deve progredire senza sosta dal basso verso l’alto senza una pompa vera e propria e contro la forza di gravità.
    Infine dobbiamo ricordare come questo insieme di canali si debba costantemente e variamente dilatare o ristringere a seconda delle necessità per mantenere ,nel complesso ,costante il ritorno venoso globale!
    Quando un tratto più o meno lungo di una vena si indebolisce o si sfianca permanentemente (es. varici ) inizia la patologia!
    Lo sfiancamento (e la conseguente mancata giustapposizione dei lembi valvolari) avviene per una debolezza delle pareti che per lo più è di tipo costituzionale e spesso ereditario, ed è aggravato da vari fattori concorrenti. (es. sesso/ ormoni/gravidanze/stazione eretta prolungata/ farmaci, ecc).
    Lo sfiancamento iniziale comporta un aumento della pressione del sangue all’interno e questo a sua volta estende lo sfiancamento: ad un certo punto il sangue non riesce più a progredire normalmente verso il cuore.
    Tale situazione si evidenzia con le antiestetiche varici.
    Col tempo tuttavia si perviene a complicazioni sempre maggiori: atrofia progressiva della cute, pigmentazione scura dei tessuti, gonfiori, dolori,sanguinamento per rottura della vena, flebiti, ulcere.

Diagnosi:
Una corretta e precisa diagnosi è oggi possibile con l‘EcoColorDoppler di ultima generazione:
Esso sfrutta le capacità di opportuni ultrasuoni, di penetrare e di essere riflessi oppure assorbiti dalle varie strutture  e consiste di tre apparecchiature in una:

  1. Un ecografo con sonda elettronica ad alta precisione per la visualizzazione dei vari organi.
  2. Un doppler pulsato, che studia le velocità, le accelerazioni, le direzioni e la entità dei flussi nei vasi.
  3. Un computer che analizza ed integra i vari dati.
Con l’EcoDoppler è possibile fare una corretta diagnosi della patologia venosa. Tuttavia capitale importanza rivestono:
  • Grande Esperienza dell’operatore.
  • Profonda conoscenza della fisiologia venosa.
  • Alta qualità dell’apparecchiatura.

Terapia

    Obiettivo della terapia è correggere o eliminare le cause del reflusso e quindi dell’ipertensione venosa.
Due concetti fondamentali:

  1. Col progressivo peggioramento della malattia, il flusso di sangue verso il cuore in una vena varicosa, dapprima rallenta, ma successivamente si inverte (reflusso) intasando sempre più le vene collaterali.
    A questo punto la vena non solo è inutile, ma dannosa.
  2. Le vene profonde sono più robuste (difficilmente si ammalano come le superficiali), sono più grandi, ma soprattutto contengono la maggior parte del sangue venoso (circa il 90%) e possono facilmente aumentare la loro capacità, assorbendo, ove necessario (tramite le vene comunicanti) gran parte del circolo superficiale.

    Nelle fasi iniziali una specifica terapia farmacologica (estratti flavonoidi e anticianosidi), che rafforzano la parete venosa e l’uso di opportune calze elastiche graduate di varia pressione valutata dallo specialista, può essere sufficiente.
    Nei casi più avanzati la chirurgia era sino a pochi anni fa l’unico rimedio.
    Essa si propone la rimozione delle vene ammalate tramite sfilamento(“stripping”) o resezione multiple (“flebectomie”).
    Un’altra forma di chirurgia (CHIVA) detta anche terapia conservativa, si propone l’abolizione del reflusso tramite non l’ablazione della vena ma la sua opportuna  segmentazione, indirizzando il flusso nei distretti interni: essa è tuttora una metodica laboriosa, lunga nei risultati e che presuppone una specifica esperienza  per un buon risultato.

    Recentemente sono comparse tre valide alternative all’intervento chirurgico, che prevedono l’occlusione endovascolare.

    Delle tre, due metodiche (laser endovenoso e radiofrequenza) utilizzano allo scopo il calore, veicolato tramite opportune fibre, sottoforma di luce laser di opportuna lunghezza d’onda, oppure corrente elettrica in radiofrequenza.
Entrambe si sono dimostrate efficaci, tuttavia hanno alcune limitazioni:

  1. Sono utilizzabili solo per alcuni tipi di vene (non eccessivamente dilatate o tortuose)
  2. Necessitano di day hospital.
  3. Sono tecniche costose,e quindi non agevolmente ripetibili in caso di insuccesso.

    La terza metodica che sta riscuotendo sempre più ampi consensi nel mondo scientifico, che è stata approvata dalle maggiori società scientifiche, e che noi usiamo regolarmente è l’Ablazione chimica Endovenosa detta anche Sclerosi Ecoguidata con Mousse (Foam Sclerotherapy)

Sclerosi Ecoguidata con Mousse

    Consiste nella obliterazione del lume venoso indotta da una speciale schiuma ottenuta mescolando opportunamente aria con uno specifico farmaco sclerosante.
    Essa viene iniettata sotto guida ecografica e per via percutanea  in un punto opportuno della vena.
    La schiuma iniettata spiazza il sangue adattandosi facilmente all’interno della vena e riempiendone il lume.
    Tale schiuma nella sua progressione guidata con opportune manovre manuali, determina una lesione chimica dell’endotelio che esita nella chiusura fibrotica della vena stessa.
    Tutta la manovra è eseguita sotto controllo ecografico.
    L’esperienza del medico che deve seguire uno specifico protocollo, è essenziale per il successo della terapia.
    Di particolare importanza rivestono:
La sede di iniezione – il volume della schiumale modalità di preparazione della stessa – le concentrazioni del farmaco in rapporto al calibro venosol’inclinazione del paziente durante il trattamento (letto a comandi elettrici !! ) – Durata in minuti di riposo in posizione orizzontale prima della deambulazione.
    Al termine della seduta il paziente indossa per alcune settimane un’opportuna calza elastica compressiva e può da subito attendere alle normali funzioni quotidiane.
 
Vantaggi della sclerosi ecoguidata:

- E’ efficace per qualsiasi tipo di vena.
- E’ sicura ( gli effetti collaterali sono estremamente rari e scarse le controindicazioni).
- E’ ripetibile indefinitamente (in caso di insuccesso).
- E’ una metodica pressoché indolore.
- E’ economica.
- E’ completamente ambulatoriale e non prevede alcuna interruzione della normale attività.

    E’ infine da osservare che anche nei casi di ricanalizzazione, il lume della vena è più piccolo, la parete si presenta più rigida e permane un netto miglioramento della precedente sintomatologia lamentata dal paziente.



Sito aggiornato al 22 Maggio 2015

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