Ultrasuoni e Cavitazione

Dal 2005, anno di validamento della metodica, la cavitazione ultrasonica rappresenta uno dei trattamenti più efficaci per ridurre stabilmente gli accumuli adiposi localizzati:

Condizioni essenziali per la riuscita del trattamento sono:
A) Validità e qualità dell'apparecchiatura.
B) Esperienza dell'operatore.
C) Metodica appropriata (che prevede nel caso della cosiddetta "cavitazione medica" anche l'infiltrazione di soluzione fisiologica nell'adipe).

Le onde acustiche sono onde energetiche che si trasmettono nell'area con una determinata frequenza. Si parla di ultrasuoni sopra lo spettro acustico dei 20 Kz. Maggiore è la frequenza, minore la penetrazione del fascio acustico nel tessuto biologico. Nelle applicazioni medico estetiche si distinguono gli ultrasuoni ad alta frequenza (1-3 MHz ) che si arrestano a 2- 3 mm dalla cute : il loro principale uso è per fini fisioterapici (dolori tendinei/muscolari/superficiali) e medicina estetica (miglioramento texture epidermide), dato che lo sviluppo di calore avviene esclusivamente in superficie.

Vi sono inoltre gli ultrasuoni a bassa frequenza (30-70 KHz) che penetrano per 10-15 mm e sono quelli maggiormente usati per la cavitazione degli accumuli adiposi .

La cavitazione avviene perchè i liquidi interstiziali che circondano le cellule adipose, sottoposti al calore indotto dagli ultrasuoni, formano bolle sempre più grandi che alla fine, sempre sotto l'azione degli ultrasuoni , implodono liberando energia sufficiente a danneggiare permanentemente la membrana degli adipociti ma non quella di altre cellule (danno selettivo). Il grasso che si libera viene drenato dal circolo ed eliminato da fegato e reni.

Come da premessa, requisiti essenziali affinchè avvenga una vera cavitazione sono:
1) Opportuna energia e frequenza degli ultrasuoni
2) Opportune dimensioni delle "microbolle".
3) Opportuna profondità di azione.
4) Opportuna esecuzione della metodica.

Il non rispetto dei requisiti comporta l'inefficacia del trattamento (frequente se la terapia è condotta non in ambiente medico professionale).

Nella cavitazione gli ultrasuoni vengono trasmessi all'area da trattare tramite un apposito manipolo con gel conduttivo.

Una singola seduta dura mediamente 30'-40' e viene, preferibilmente, completata con un massaggio drenante di tipo endermologico.

Il numero di sedute per area varia da 5 a 10.

Principali controindicazioni:
-Protesi articolari.
-Varici.
-Flebiti in atto.
-Emorragie , periodo mestruale.
-Pace maker.
-Stato gravidico.

Inoltre gli ultrasuoni non devono mai essere applicati , sull'area cardiaca, nella regione cefalica, testicolo, ovaio, tessuto neoplastico.

Criolipolisi (Zeltiq) e Zerona (low level laser)

Sono due tecniche recenti che hanno ricevuto nel 2010 l'approvazione della FDA per efficacia e sicurezza.

La criolipolisi (detta anche "cold sculpturing") è un dispositivo che eroga localmente un raffreddamento controllato (-2° / +5°) del tessuto .

L'area di cute, necessariamente di superficie limitata, viene aspirata in una coppa del manipolo e raffreddata per 20' - 30' .

Il trattamento viene ripetuto nelle aree adiacenti .

La metodica è utilizzata per la lipolisi di accumuli adiposi localizzati in modo assolutamente non invasivo, indolore e sicuro.

L'attività è dovuta alla maggior sensibilità delle cellule adipose al freddo , rispetto alle altre cellule (azione selettiva).

Gli adipociti vanno incontro a necrosi , con dissoluzione della membrana e liberazione del contenuto grasso che verrà eliminato dai macrofagi.

Il trattamento, della durata di circa 1 ora, riesce ad eliminare il 25% del volume adiposo trattato.

Piccoli effetti collaterali sono: arrossamento dell'area (alcuni giorni) e intorpidimento locale (che può durare alcune settimane).

L'attività si manifesta nelle settimane successive e si completa in 5 - 6 mesi .

Il numero di sedute necessarie è di 1-2 per area.

Il metodo Zerona ("low level laser"o "terapia fotodinamica") consiste nella erogazione di una luce laser monocromatica (635 mm) ottenuta da diodi, a bassa intensità.

Furono necessari molti studi per stabilire la miglior lunghezza di onda e la migliore intensità per l'efficacia.

Il dispositivo originario è composto da 5 fasci di luce laser, di cui uno centrale, gli altri 4 all'estremità di 4 bracci regolabili in modo da trattare opportunamente , una vasta area di cute che include dalla vita alla estremità delle cosce.

Il principio di azione è di tipo fotodinamico. Una tale luce laser , infatti, attiva la citocromo C ossidasi che ha un ruolo chiave nella fosforilazione ossidativa, aumentando la produzione di ATP intranucleare , responsabile a sua volta della produzione di ROS (reactive oxigen species). Il ROS attiva la perossidazione lipidica. Da qui l'attività inibitrice sulla sintesi di grasso nell'adipocita, senza causarne la necrosi.

Non vi sono controindicazioni al trattamento nè effetti collaterali.

Recenti studi proverebbero che l'attivazione anche di altri enzimi cellulari, migliorerebbero lo stato di salute e la risposta immunitaria a malattie infettive e degenerative.

La metodica, che è di recentissima introduzione , avrebbe determinato una riduzione del giro di vita di circa 9 cm dopo 6 trattamenti (3 settimane).

La terapia fotodinamica è altresì in grado di attivare ulteriori enzimi coinvolti nella rigenerazione tissutale e trova interessanti risvolti nella possibilità terapeutica di ulcere e ringiovanimento cutaneo non invasivo.

 



Sito aggiornato al 22 Maggio 2015

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