Teleangectasie - Principi di Terapia - Prospettive

Teleangectasie

    Le teleangectasie, o “capillari”, rappresentano la dilatazione delle venule più piccole, subito sotto la cute, di colore dal rosa al blu, a seconda della loro profondità e velocità di scorrimento del sangue.
Esse possono essere Primitive o Secondarie a seconda della causa.

    Teleangectasie Primitive (o Costituzionali): sono la conseguenza di una debolezza congenita e costituzionale della parete venosa. Come tali possono essere l’unica espressione della malattia venosa, oppure la prima evidenza della patologia che potrà estendersi a vene più grandi. Sono sovente aggravate da fattori ambientali e acquisiti, quali la sedentarietà, le gravidanze, il soprappeso, l’esposizione diretta al sole, alcune terapie ormonali, ecc…

    Teleangectasie Secondarie (o Acquisite): sono causate da patologie precedenti o coesistenti. Tra le più frequenti:

  • T. Secondarie a patologia venosa più grave a monte, che causa una ipertensione a valle.
  • T. Secondarie a ostruzione a monte, che ostacola lo svuotamento dei capillari; es. esiti di flebiti, esiti di traumi, cicatrici chirurgiche.
  • T. Secondarie a patologie endocrine o assunzione di alcuni farmaci che indeboliscono la parete capillare.
  • T. Secondarie ad anomale comunicazioni con il sistema arterioso (ad alta pressione): “shunts artero-venosi”.
  • T. Secondarie a malattie infiammatorie, malattie autoimmuni, contatti con sostanze chimiche, radiazioni, (“capillariti”).

Solo una corretta visita angiologica, corredata degli esami strumentali, potrà stabilire la giusta diagnosi ed indirizzare verso il trattamento più opportuno.

Principi di terapia

    La terapia elettiva è la Microscleroterapia (il Laser transcutaneo non si è mostrato efficace nelle t. degli arti inferiori senza causare ustioni o pigmentazioni cutanee. È invece utile nelle sottili teleangectasie del volto o couperose). Essa consiste nella introduzione, pressoché indolore, e tramite aghi sottilissimi, di opportuni liquidi sclerosanti che causano la progressiva obliterazione del lume.
    E’ opportuno menzionare che i farmaci oggi in uso sono estremamente sicuri (rarissime le complicazioni allergiche) ma anche che l’esperienza dell’operatore è insostituibile per la buona efficacia del trattamento.

    Di estrema importanza è il mappaggio  della patologia e la pianificazione della terapia: sede di iniezione, scelta del farmaco, sua concentrazione e dose.
    Essenziale è altresì l’uso di idonea strumentazione quali: sistemi di ingrandimento ottico (lenti illuminate o microscopio operativo), lettino a comandi elettrici, apparecchiatura di transilluminazione (che permette la individuazione sotto la cute della “venula nutrice” di un gruppo di capillari)

 


Concetti fondamentali per la buona riuscita del trattamento:

  • Curare prima le eventuali vene ammalate più grandi, quindi i capillari
  • Procedere dai capillari più grandi ai più piccoli e per singole aree
  • Distanziare opportunamente le sedute
  • Comprimere la zona trattata con fasce rigide o calze elastiche
  • Sospendere, ove possibile, la pillola contraccettiva
  • Attuare la terapia preferibilmente nei mesi più freschi e non esposizione diretta al sole durante il trattamento
  • Non trattare in corso di malattie febbrili, durante assunzione di estro progestici, durante la gravidanza o l’allattamento

    Se ben condotta, la terapia porta a ottimi risultati, scarsissima incidenza di episodi collaterali (quali pigmentazioni o arrossamenti – “matting”) e gratificazione per il paziente
Molto rare le recidive, tuttavia, nel caso di teleangectasie costituzionali, la paziente deve sapere che dato il carattere progressivo della malattia, i nuovi capillari potranno formarsi nel corso degli anni (anch’essi passibili di nuovo trattamento).

    Il nostro personale Protocollo prevede dopo ogni trattamento microscleroterapeutico l’applicazione locale di opportuni estratti lenitivi ad azione flebotonica e antinfiammatoria veicolati da Ultrasuoni (3 Mhz): ciò permette una migliore risposta terapeutica e migliore risultato estetico.
In caso di sottili capillari residui la microscleroterapia viene completata con la microelettrolisi temporizzata: elettrocoagulazione di alcuni millesimi di secondo effettuata con opportuni aghi finissimi isolati a scarica puntale.

    Ove necessario, la terapia è completata con trattamenti di Pressoterapia Sequenziale Peristaltica o Endermoterapia LPG (v.): tali trattamenti riducono fortemente i ristagni liquidi e normalizzano il ritorno venoso.

Prospettive

    Nostri studi in corso, con buoni risultati, prevedono la rigenerazione del tessuto connettivo circostante le vene dilatate, mediante infiltrazione di acido ialuronico (costituente la sostanza fondamentale) ed attivato tramite nanosclerosi perivenulare ed ultrasuoni: la debolissima infiammazione generata da farmaci in minima concentrazione, attiva nuova sintesi di collagene, di cui l’acido ialuronico, veicolato da ultrasuoni, è il costituente fondamentale. Ne deriva tessuto più denso e compatto che argina la dilatazione delle venule.
Tale terapia, ove validata, potrà anche essere applicata alle grosse vene varicose, in sede perivalvolare, sotto guida ecografica, in modo da migliorarne la funzionalità.



Sito aggiornato al 22 Maggio 2015

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